Attraverso il Fallimento, la Mindfulness aiuta?
Oggi se guardo indietro a i miei fallimenti, so che mi hanno aiutato. La newsletter del mese arriva con un dialogo differente dal solito. Ti racconto come sempre con storie personali e pratica Meditativa di un argomento che magari non ti aspetti.
Il Fallimento
Seduta al buio della scrivania, il viso è illuminato dallo schermo del computer, è Dicembre di 6 anni fà. Improvvisamente mi sono accorta che non avevo più soldi per la mia attività di nuova imprenditrice. Spariti nel nulla. Faccio i conti più volte, entro ed esco dal cassetto dell’Agenzia delle Entrate. Chiamo il nuovo commercialista che doveva sistemare i conti, scannerizzo fogli, rifaccio i conti, mi aggrappo alla scrivania. Dal panico perdo le password, inizio a piangere, è la vigilia di natale. Respiro a malapena, con affanno sento un peso enorme nel petto.
Tutto intorno a me crolla, tutto cade, mi aggrappo a i fogli bianchi, con numeri senza senso stampati sopra. Devo chiudere. Chiudo.
Chiudo un lavoro che ho amato per venti anni, chiudo con le Case e la ristrutturazione, chiudo con i progetti, con i clienti, con i mobili, con le luci, con i muratori, con le ditte, con i pannelli a misura, con i montatori. Ero brava, facevo il mio lavoro in modo egregio. Il mio errore grande è che ero ingenua, non seguivo bene il flusso economico, delegavo ad altri, come se per me i soldi non fossero importanti. Quindi nel Maggio successivo, svuotavo il mio studio di interior designer e ero completamente nel vuoto.
Ho osservato per giorni o settimane (non mi ricordo) il soffitto bianco della mia vecchia sala. Sdraiata non volevo più esistere. Ad un certo punto mi ricordo che era un Luglio caldissimo, le persiane chiuse, la poca luce filtrava dalla finestra. Il cane dormiva in una angolo. Anziché essere al mare, ero in sala sul divano ancora a guardare il soffitto bianco.
Mio marito entra in casa e mi trova così:
- adesso basta Ire, mi sto preoccupando
- Io serenamente: non ti preoccupare: sto meditando.
Era vero! Non stavo soccombendo ad un fallimento lavorativo, come poteva sembrare da fuori, o almeno non del tutto. Stavo realmente meditando. Ma cosa stavo facendo?
Osservavo il vuoto che era arrivato
La pratica (Mindfulness) ci insegna a stare con quello che c’è, quindi in quel caso osservavo che non c’era nulla, o meglio stava crollando un’idea che avevo di me stessa. In quel crollo, per un po’ di tempo era come se non ci fosse niente e te semplicemente abiti quello spazio di niente.
Vuoto fecondo
Improvvisamente accadde ciò che in meditazione chiamiamo Insight, (o visione profonda) è la capacità di cogliere la vera natura della realtà, della mente e di se stessi. Non si ottiene con lo sforzo, ma lasciando andare l'analisi e osservando direttamente i fenomeni. Mi dissi che visto che ero fallita, potevo essere ciò che volevo! Vidi quel vuoto come pieno di ogni cosa avessi voluto.
Ed oggi eccomi qui!
Da anni praticavo yoga e meditavo, mi inscrissi quindi alla scuola di counseling transpersonale, per trasformare in lavoro la pratica che fino a quel momento era solo per me.
Perché ti racconto questo? Perché se sei in un momento che chiamiamo fallimento, voglio che tu sappia, che è solo una parte della storia, una parte della medaglia. Fallire è un’idea, muore dentro di te l’idea che avevi di te stesso. Si tratta di una specie di lutto, da attraversare con amore e cura di se stesso/a.
La pratica della meditazione è di sostegno nel momento in cui ti permetti di osservare tutti e due i lati della medaglia. Ascoltare il dolore del fallimento, lo strazio, vedere l’idea che ti definiva e sentirla con tutta l’anima e poi osservare l’altro lato della medaglia.
Puoi essere ogni cosa tu voglia
L’altro lato della medaglia è sicuramente un vuoto che fa paura. Fà paura non avere una definizione interna, fà paura essere giudicati “falliti” dalla società, fà paura permettersi di ascoltare noi stessi e capire la prossima direzione da intraprendere. Questo vuoto pauroso trattiene al suo interno un’enorme potenzialità. Hai la meraviglia di poterti reinventare e ricostruire dagli errori che sono stati i tuoi maestri.
Risorgerai come le fenici…. non è rose e fiori, ci saranno fatica, cibo mangiato di troppo o troppo poco, notti insonni, sistema nervoso impazzito, l’intestino gli andrà dietro, a volte vorrai urlare, a volte vorrai piangere, altre volte dovrai fare due lavori o tre, sarai allo stremo, sarai stanco/a, sarai sfinito/a, perderai i capelli forse. Chi può dirlo.
Rinascerai……. e poi fallirai di nuovo! Ma sarà diverso.
Perché ciò che chiamiamo fallire è semplicemente un ciclo che si chiude e un altro che si apre. Sta a noi fluire come l’acqua in un fiume e lasciarsi trasportare a nuova vita senza avere zavorre e ancore che ci trascinano giù.
La Mindfulness aiuta?
La Mindfulness insegna a stare, stare con ogni cosa, ci porta concentrazione e chiarezza mentale, così da riuscire a vedere le due facce della medaglia. Se hai creato una base stabile in un momento di benessere, sarà la tua ancora che ti permette di non scivolare in casi gravi di tristezza o peggio di depressione.
Quindi è utile come sostegno alla vita stessa e alle sue maree anche se non per tutti può essere adatta. Richiede una certa dose di fiducia, in qualcosa che è più grande di noi. Richiede anche un affidarsi al processo stesso e alla capacità della mente di comprendere senza analizzare.
Chi scrive: Irene Turini è Counselor Traspersonale e insegnante Yoga.


