Sentirsi vivi. Storie di chiocciole e qualità essensiali

 Seduta accovacciata da bambina, mi trovavo spesso a osservare le chiocciole. Lentamente vanno in giro, con la loro casa sulle spalle. Il tempo con loro si ferma, io osservo spensierata, vorrei essere loro penso.


Con calma la chiocciola, passeggia. Alza lo sguardo e si trova davanti a se questa bambina accovacciata che la osserva. Ecco ci risiamo, pensa. Adesso mi fa fare le gare di velocità.!

La chiocciola e la foglia acquarello su carta di Irene Turini

Io e mio cugino passavamo ore a raccogliere chiocciole, metterle sul terrazzo di nostra nonna in fila e indire le gare di velocità.! Partivano urla di incoraggiamento, momenti di silenzio, osservazione e tifo per la prescelta velocista. Alcune ad un certo punto si fermavano e chiudevano il guscio. Ripensandoci adesso forse era un segnale chiaro! “lasciaci stare!” Alla fine dei nostri giochi, le mettevamo apposto sull’erba, con qualche foglia di insalata per il disturbo. Grazie chiocciola, ci vediamo fra qualche giorno.! Mi ricordo che avevo creato delle case invernali per loro. Vasi di coccio dove poter riposare e fare le uova in primavera. Così; come una mamma in attesa; ho visto uova schiudersi e mini chiocciole andare in giro davanti casa. Eravamo arrivate a un centinaio.


Un giorno mio nonno le prese, mi disse che gli avrebbe creato una casa tutta per loro, gli avrebbe dato erba e sarebbero state bene. Io le andavo a trovare, effettivamente mangiavano dei rametti verdi. Però mi mancavano un po’.


Oggi a pranzo c’è un pasto speciale buonissimo.! Con pomodoro e tanto sugo, magio veloce e poi vado dalle mie amiche. Loro non ci sono più. Le avevano cucinate e date da mangiare. Qualcosa si è rotto. Ho mangiato le mie amiche e con quello l’infanzia un po’ è svanita.


La meraviglia di quando siamo piccoli è la sorpresa delle piccole cose, stare a ore a osservare correre le chiocciole, immaginare mondi, giochi dialoghi. Lasciare che la fantasia sorprenda e che l’ingenuità rimanga tale. Poi da adulti che succede?

L’esercizio da grandi è a togliere. Togliere dagli occhi, i soprusi involontari dell’infanzia, educarci alla sorpresa, al bello di non fare niente, alleggerirci anche per un momento di incombenze e responsabilità, tornare a coltivare lo stupore di guardare per ore una lenta lumaca su una foglia. Lentezza e meraviglia della possibilità che tutto può accadere. Nella Mindfulness si dice qui e ora. Da bambini noi siamo tutti maestri (se non abbiamo il cellulare in mano). Si tratta di fare qualcosa che abbiamo sempre fatto da piccoli. Abitare il presente. Da adulti è più difficile, perché prima dobbiamo alleggerirci di idee, credi e concetti della mente razionale. Che vorrebbe dirigere, organizzare, frazionare e concettualizzare qualcosa che non si può afferrare se non attraverso il sentito. La noia, il silenzio.


Ecco la meraviglia dell’infanzia. Tutto può accedere. Tutto può esistere, tutto può succedere se con la fantasia mi permetto di volare. Da piccoli abitiamo il mondo un respiro alla volta e un gioco può durare per ore e giorni, senza che si abbia la percezione del tempo. L’adulto a volte ci riporta sulla strada, riporta alla realtà della vita che è dura e reale. Lo fa cucinando chiocciole di una bambina che le allevava per coltivare amicizia e non per cibo. L’adulto, vissuto di stenti e fatica non lo sa, che può esistere un rapporto differente da quello dell’utilizzo culinario.


Oggi vi propongo un esercizio di scrittura creativa per ritrovare un po’ quell’ingenuità sana dei bambini. Ricercando il piacere di godere delle cose e di farle non per uno scopo o un obbiettivo ma semplicemente perché le amate. Abbiamo necessità di nutrirci, amarci, donarci, coltivare quelle piccole cose che ci rendono vivi ogni giorno, che ci riportano da adulti a osservare le chiocciole in giardino e la coccinella su una mano. Ampliano la vista a qualcosa che non è sotto i nostri oggi, ma che è essenziale. Citando il Piccolo Principe: Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi. (Antoine de Saint-Exupéry)

Elencate venti cose che amate fare

Scrivete di getto, senza pensarci troppo. Quando è stata l’ultima volta che le avete fatte? Se ve lo ricordate mettete una data vicino a ogni voce, senza sorprendervi di non aver fatto alcune cose per tanto tempo.

Nelle prossime settimane concedetevi quel tempo. Due ore a settimana per fare qualcosa che sia solo interamente vostra. Osservate i risultati, appuntate su un quaderno come vi sentite, non perdete quel legame sottile con il coltivare l’essenziale di voi. Ciò che è invisibile a gli occhi, che apre il cuore e ci fa soffermare sull’ascolto di noi e dell’altro. Abbiamo bisogno di empatia e ascolto gentile in questo mondo.Sotto vi lascio il mio elenco

  1. Amo guardare i sassi e le foglie
  2. Guardo le chiocciole e il suo lento scorrere
  3. osservo le formiche e il loro lavoro
  4. Amo coccolarmi dopo la doccia con creme e massaggi
  5. Amo leggere un libro all’ombra di un albero
  6. Amo scrivere di getto la mattina
  7. Amo ballare e sognare di essere una ballerina
  8. Amo stare al sole con il vento
  9. Amo coccolare Rino e Luce
  10. Amo dare da mangiare alle galline e sentirle pigolare
  11. Amo la pioggia in Autunno e camminare nel bosco bagnato
  12. Amo entrare dento a i colori e lasciare che le immagini della mente si trasformino in foglio e arte
  13. Amo preparare torte e pane, sentire l’impasto nelle mani
  14. Lo yoga in silenzio al mattino presto
  15. I passi a piedi nudi sull’erba ancora bagnata
  16. L’acqua fredda e profonda del mare, mentre nuoto a largo nel blu
  17. amo sdraiarmi a letto da sveglia e osservare i disegni di luce che filtrano dalla tenda
  18. Amo creare nuovi spazi, con oggetti, colori, sogni e emozioni di chi li abiterà
  19. Amo scrivere le pagine del mattino
  20. Amo prendermi cura di mio marito quando è ammalato

Piccole cose che ci rendono vivi. Quali sono le tue?

Irene Turini, Counselor AssoCounseling, livello Professional Counselor ins.n.REG-A3616-2026

Dott.ssa in Scenografia con Diploma Accademico di belle Arti.

Mindfulness Counselor, l'arte del qui e ora.

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